Trendolizer

Maarten Schenk è una mente brillante, ha capito qual è il problema del momento (le fake news) e si è adeguato, realizzando un tool, un prodotto sviluppato in maniera indipendente, che è in grado di darti, quasi in tempo reale, una serie di informazioni importantissime a proposito delle notizie che si stanno diffondendo nel mondo.

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Questo strumento è potentissimo per qualsiasi scopo di comunicazione che richieda una visione d’insieme sulle conversazioni «istantanee» e, in particolare, su quelle che richiedono un monitoraggio continuo.

Il suo creatore dice chiaramente che secondo lui le fake news sono un problema di spam con un vettore umano.

Dalla dashboard di Trendolizer, che fa chiamate a tutte le più utilizzate piattaforme di tutto il mondo, si può vedere quali sono le storie «di tendenza» in questo momento. Quali i video più visti. Quali le storie che stanno salendo molto velocemente in termini di like ricondivisioni. Quali i tweet più ritwittati. Siccome Schenk ha notato – non solo lui, chiaramente – che in queste grandi masse di interesse, click, ricondivisioni, like, visualizzazioni, si annidano fenomeni afferenti alle fake news, questo è un ottimo indicatore per iniziare a fare il debunking di qualcosa che molti stanno vedendo o leggendo proprio in questo momento.

dashboard

Si possono definire fonti o criteri per ricevere alert.

Si possono comparare gli andamenti di determinate storie con quelli di altre.

detail

Si possono anche verificare tutti gli elementi che ci possono aiutare a comprendere se siamo di fronte a una diffusione di fake news per business. 

Per esempio, attraverso una delle funzionalità di Trendolizer si può verificare se insiemi di siti hanno il medesimo account AdSense. O il medesimo account di altri servizi di programmatic advertising. In questo modo si può capire se ci sono siti «affiliati» o afferenti al medesimo proprietario.

Il problema nasce poi quando questo tipo di notizie – ad un livello un po’ più basso, diciamo così – infestano i siti dei veri quotidiani. Tipo la storia della «ragazzina allevata dalle scimmie». In Italia è arrivata anche nel mainstream alto. Il suo meccanismo di diffusione è analogo a quello delle fake news. Una fonte – un sito indiano – e tutte le altre che citano quell’unica fonte e si rimbalzano vicendevolmente titoli, citazioni e link (quando la policy dell’editore lo prevede). Lo scopo? Anche qui: uno solo. Business. Qui c’era pure un video, quindi monetizzavi pure col video.

Non solo fake news

La cosa interessante di questo strumento è che potremmo utilizzarlo giornalisticamente o in azienda per seguire con una precisione e un’attenzione che va al di là delle nostre bolle di conversazione per capire veramente di cosa stiano parlando gli altri!

Quando finalmente usciremo da questa colossale fregatura che è l’ossessione per il falso (il modello di business che ci sta dietro potrà proliferare ancora, per carità, ma non si può lasciare che condizioni tutta la conversazione sul mondo dei contenuti digitali) uno strumento come Trendolizer potrà essere utilizzato non solo per i debunking più importanti ma anche per la pars construens.

Ed è per questo che, se potrai, dovresti proprio farlo testare alla tua redazione.  Nel caso, facci sapere com’è andata!

Il lato oscuro

Tutti hanno i loro problemi. Anche gli strumenti più evoluti. Uno di questi problemi è rappresentato dal fatto che sulla pagina in cui Maarten Schenk spiega per filo e per segno le potenzialità del suo strumento e di come lo ha mostrato proprio al Festival di Perugia poi fa un uso sconsiderato degli ads.

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Non si può più non essere coerenti con quel che si predica. Anche le leve di monetizzazione, purtroppo, devono andare nella medesima direzione. Altrimenti il rischio è quello di perdere la fiducia delle persone che potrebbero diventare nostri lettori, nostri clienti. Guarda, per esempio, qual è l’unico commento che è stato lasciato al pezzo di Maarten.

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Non si può più fare il contrario di quel che si dice, perché si rischia di mettere a repentaglio la propria reputazione. Persino con gli ads sbagliati.