Qui Snapchat, Google, Amazon

Snapchat 

Non è ancora chiaro se il servizio social sarà in grado di trovare una strada autonoma e sostenibile. È evidente, dagli Spectacles in giù, che a Snap hanno in casa un certo Evan Spiegel che ha una serie di visioni molto interessanti sul prodotto. Secondo Ted Leonsis – ex «guru» di AOL – si tratta di un business generazionale e non a lungo termine. Senza dubbio resta una delle piattaforme preferite – se non la preferita – dai teenager. Che poi crescono. Senza dubbio si è inventata un sistema davvero pratico per geolocalizzare la pubblicità: circoscrivi un’area su una mappa e i tuoi annunci appaiono solo in quell’area. Appetibile? Quantomeno interessante.

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Ma quanto costa fare pubblicità su Snapchat? Su Wallaroo media hanno tirato fuori una specie di listino prezzi, che hanno aggiornato un paio di settimane fa. Si va dai 5$ dei filtri geolocalizzati ai 500.000 $ al giorno per le Sponsored Lens. Sì, hai letto bene. Chiaramente è quasi tutto mercato US, chiariamoci. E non è il caso di buttarcisi a pesce come se fosse the next big thing. Ma rimane una piattaforma da studiare.

Qui Google

A Mountain View prendono le loro brave cantonate.  Come tutti. Per esempio, si erano messi in testa di cablare una serie di città con collegamenti in fibra ultraveloce. C’era pure il blog dedicato. Il progetto ora è chiuso. O perlomeno sospeso. Diciamo che in Alphabet si sono presi una pausa di riflessione. Nonostante questo, l’ultimo post dell’ex CEO è un capolavoro di diplomazia aziendale e personale. Fino alla chiusura, che vale la pena di leggere in originale:

«As for me personally, it’s been quite a journey over the past few years, taking a broad-based set of projects and initiatives and growing a focused business that is on a strong trajectory. And I’ve decided this is the right juncture to step aside from my CEO role. Larry has asked me to continue as an advisor, so I’ll still be around».

Craig Barrat «resta nei paraggi» come «consulente». Sì, certo.

Qui Amazon

Se Google fallisce in un progetto che non è la sua missione prrimaria, secondo The Information, sarebbe intenzionata a intraprendere la medesima strada. Cioè, a diventare anche un internet provider. Non negli USA, però, ma in paesi come il Regno Unito, dove British Telecom deve fornire accesso completo alla rete a eventuali soggetti terzi che vogliano entrare nel mercato. Se Google non ce l’ha fatta, Amazon può sperarci? Forse sì. Perché potrebbe fare un pacchetto che includa anche Amazon Prime, per esempio: Amazon vende. Google fa altro.