Wolf. 86

La vita del freelance. Breve aneddotica per capire cosa non funziona

Per mia fortuna ho due posti dove scrivere. Wolf. e Blogo, la testata online che dirigo. Ogni tanto, però, può capitare di voler far circolare idee anche altrove. Almeno di volerci provare. Così ci ho provato, anche per vedere se fosse cambiato qualcosa rispetto a cinque-sei anni fa, quando cercavo di piazzare i miei pezzi online a svariate realtà giornalistiche.
Il 3 agosto, così, ho scritto una mail a un contatto, mettendo in copia il nostro tramite. Mi riproponevo di sviluppare un concetto che qui su Wolf avete già letto. Questo era il testo.

Nei giorni scorsi Google ha lanciato il proprio speciale sulle Olimpiadi. La notizia è stata accolta, come di consueto, riportando le parole del post di «Big G». In realtà la questione è più ampia, perché Google«domina» le proprie pagine di ricerca (vedi screenshot allegati a mo’ d’esempio) e diventa di fatto produttore di contenuti, concorrente diretto di giornali e editori. Non è una novità assoluta, chiaramente (il knowledge graph esiste da tempo) ma è il primo evento in cui viene fatto in maniera così invasiva. Nel pezzo parlerei di questo e di cosa si può fare se una Over The Top comincia anche a produrre contenuti propri. Spero che la cosa possa essere di tuo/vostro interesse.

Miracolosamente, il 4 agosto ottenevo risposta. Mi si chiedeva di scalettare, precisare meglio la tesi, spiegare chi volessi sentire in merito e mi si diceva che le Olimpiadi, l’11 – giorno dell’uscita della realtà cui mi rivolgevo – forse era tardi per le Olimpiadi.
Rispondevo così:

Tesi: le OTT (Google, Facebook) sono dirette concorrenti di giornali ed editori. Rio 2016 ne è la prova
Scaletta ipotetica del pezzo: 

Google è un motore di ricerca
eppure se cerchi Rio 2016 su Google, esce uno speciale di Google come primo risultato. È molto invasivo, i risultati organici che normalmente si trovano in cima sono relegati a posizioni più basse. È uno speciale che viene aggiornato in tempo reale per tutta la durata delle Olimpiadi
questo significa che il traffico organico – cioè di provenienza da Google  – sui siti di informazione che si occupano delle Olimpiadi vengono in qualche modo penalizzati perché il lettore trova già quel che cerca su Google stesso
non solo: Google ha invitato 15 Youtuber a seguire per conto dell’azienda di Mountain View. 15 Youtuber, che dunque producono anche contenuti video
ergo: Google non è più soltanto un motore di ricerca, ma diventa un vero e proprio produttore di contenuti, in concorrenza con gli editori
(volendo si può guardare in casa Facebook: l’azienda di Menlo Park fa una cosa simile, senza produrre nulla di proprio ma aggregando le produzioni degli utenti in un contenitore unico)
la strategia delle OTT, anche di quelle che hanno come volano un motore di ricerca come Google, è quella del «walled garden», ovvero di tentare di tenere quanto  più possibile i lettori al proprio interno
i giornali si trovano dunque a dover affrontare anche questa concorrenza che, da indiretta, diventa molto diretta

Sull’attualità non so dirti io, ovviamente: posso limitarmi a dire che l’11 le Olimpiadi saranno ancora in corso. Quanto alle persone da sentire: da Google non rilasciano alcun tipo di commento in merito (ovviamente) e rimandano al post-comunicato stampa ufficiale. Penso comunque che quel che ti ho riassunto brevemente sia una «case history» sufficiente per un pezzo di pura analisi.

La realtà giornalistica in questione pubblica abitualmente pezzi di analisi senza «sentire» nessuno. La risposta che ricevo suona così:

Lo spunto è interessante e probabilmente è davvero la prima volta che assistiamo a una cosa così esplicita. Il punto è che per sviluppare la tesi in una maniera nuova e approfondita rispetto al passato servono esempi nuovi oppure opinioni nuove.

Segue promessa di farmi sapere. Ringrazio molto e aggiungo che se non dovesse essere di loro interesse me lo dicessero comunque, perché in quel caso lo scriverei per Blogo.
Sono passati 6 giorni: non sono seguite altre mail. Non è cambiato nulla.

Wolf non riesce a trovare quel che stavi cercando