Wolf. 7

Il numero 7 di Wolf. è un numero un po’ speciale, anche se, l’avrai capito, a noi piace considerare speciali tutti i nostri numeri. È speciale per due motivi: primo, visto che ieri, pur essendo lunedì, non è uscito alcun post di Wolf gratuito, oggi rimediamo con questo. Che si intitola L’algoritmo è il lettore. Quindi, uscita doppia. E non ci crederai, ma se ieri l’uscita gratuita non c’è stata è tutta colpa di Sanremo.
Secondo, oggi Wolf ospita un lavoro di Massimo Moruzzi che si intitola 15 domande sui social network. Si legge in 15 minuti, ma è pieno di spunti interessanti. Se ti piace quello che leggerai, ti consiglio vivamente di comprarti l’altro suo ebook a tema, che si intitola What Happened To Advertising? What Would Gossage Do? (2,99 euro su Amazon). Se vuoi consigliarlo a amici o colleghi, l’ebook di 15 Domande sui Social Media costa 0,99 euro su Amazon.
Perché Sanremo è Sanremo
Dicevamo di Sanremo. Se ci pensi, Sanremo è un paradosso: è un evento musicale di massa, pop (non ci sono così tanti festival nazionali di musica che durino così tanto e abbiano un riscontro numerico così importante, in tv), fatto per persone a cui importa davvero poco della musica e davvero tanto della televisione.
ontinua a macinar milioni di telespettatori, ne parlano sempre tutti (ok, in tanti), non salva affatto l’industria discografica, ma da qualche anno è diventato, per la Rai, anche una macchina per far ricavi e non più un carrozzone in perdita. Ci si può ritagliare una nicchia, in un contesto del genere? Sì. Come? Bisogna avere un’idea e un’idea per promuoverla (le due cose devono andare di pari passo).
Per esempio, Alessandro Borghese faceva durante i giorni del Festival una specie di cooking show itinerante. Val la pena di studiarsi la scena e il contesto: di sicuro nei giorni di un grande evento passa un sacco di gente. L’importante è che passi anche la gente che appartiene alla nostra nicchia di pubblico. Di Wolf., per dire, si può parlare in sala stampa ai colleghi. C’è anche chi presenta start up cercando un po’ di visibilità dopo averne avuta anche troppa.
Disclaimer
Di solito, quando si ospita il lavoro di qualcun altro, bisogna dire una cosa del tipo: «Le opinioni che leggerai nello scritto di Massimo sono sue, personali, e non riflettono necessariamente le posizioni di Wolf.». In realtà, sarebbe solo una frase fatta inutile: mi trovo molto d’accordo con il lavoro di Massimo Moruzzi e lo trovo un’importante guida alla comprensione dell’universo social. Dovrebbero leggerlo in molti, nelle aziende italiane, prima di riempirsi la bocca di termini mai capiti fino in fondo e abusati.
Trasparenza
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