Wolf. 41

Bot da orbi
Il bot della CNN cui mi sono approcciato è una persecuzione. L’ho ammutolito e mi sento di dire, senza mezze misure, che l’idea di un bot che ti fornisce notizie è perdente. Al MIT vanno oltre. E Will Knight scrive un bel pezzo dal titolo Is the Chatbot Trend One Big Misunderstanding?, che dovrebbe essere letto da tutti gli entusiasti della novità per il gusto della novità. L’ossessione per la conversazione che sta mostrando Facebook non è necessariamente utile a tutti. Per esempio (ma chi l’avrebbe mai detto?) si scopre che per ordinare una pizza, se hai a che fare con un chat-bot perdi solo tempo.
E immagino che ti farà piacere scoprire che Dan Grover, nel meraviglioso pezzo Bots won’t replace apps. Better apps will replace apps, cita come esempio la Cina. Sì, proprio quella di WeChat di cui parlavamo qui su Wolf (con la differenza che lui a WeChat ci lavora). Perché si scopre che per tutta una serie di operazioni che si possono fare online, una bella serie di domande a risposta multipla o di click è molto, molto più comoda di un aggeggio che fa finta di essere umano per servirti. Quindi, anche per comprare le cose l’idea di un bot è perdente. E pensa: già due anni fa si è scoperto che se cerchi di perdere peso è meglio affidarti a un essere umano.
Questo non significa che il bot sia perdente e basta. Significa, come al solito, che conta il contesto e il servizio offerto e che è miope, cieco, insensato, inseguire l’ultima moda, disperatamente. (Sì, ovvio, vale anche per gli Instant Articles).

Wolf non riesce a trovare quel che stavi cercando