Mug Life

Uno degli scenari più interessanti che si vedono online è rappresentato da quelle app o da quei social che provano a utilizzare gli ecosistemi social già consolidati per crescere e scalare. Il caso più eclatante è stato rappresentato, fra il 2018 e il 2019 soprattutto, da TikTok, naturalmente. La piattaforma ha fatto un uso molto intelligente del sistema di advertising offerto da Instagram, per portarsi “a casa” un pubblico che difficilmente avrebbe raggiunto altrimenti.

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Per questo motivo e anche per rimanere sempre aggiornati rispetto agli scenari che ci propone il presente (e avere uno sguardo attento a quelli del futuro), è una buona idea curiosare fra le app che ti vengono proposte dalle pubblicità che trovi sul tuo feed Instagram.

A dicembre 2019, la più interessante che mi è capitata per le sue implicazioni non ludiche è sicuramente Mug Life.

Che cosa fa Mug Life?

“Semplice”. Acquisisce una tua foto – o la foto di un qualunque soggetto in primo piano – e ti consente di animarla.

Come? Così.

Ti scatti la foto in un contesto di illuminazione corretta: il viso deve essere molto più illuminato dello sfondo. Lo sfondo dovrebbe essere quanto più possibile uniforme o fuori fuoco.

A questo punto la app acquisisce dei punti di tracciamento della tua faccia o del soggetto che hai scelto. Così.

Capisci che sta funzionando bene e che l’illuminazione è corretta se i punti di tracciamento azzurri che vedi sono molto densi.

Una volta acquisite le informazioni che servono alla app, inizia il bello.

Ti propone una serie di espressioni fatte da persone in primo piano sotto forma di GIF e quando scegli riadatta l’espressione che hai scelto alla tua faccia, muovendo i punti che ha tracciato: occhi, bocca, fronte, rughe, zigomi, orecchie e via dicendo.

Tipo così: questa cosa orrenda è la mia versione Joker.

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