Identità – Community canvas parte seconda

Se l’equivoco è sempre lo stesso – lo scambio di strumenti e comportamenti – ci sono anche buone notizie: siccome c’è chi fa esperienze sul tema (non solo qui, per fortuna) abbiamo anche imparato a replicare i comportamenti virtuosi.

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Ho quasi finito la traduzione in italiano di tutto il materiale che è stato preparato dal gruppo di lavoro Community-canvas: lo rilasceremo a brevissimo sotto licenza Creative Commons 4.0, a disposizione di tutti. Se sei sufficientemente a tuo agio con l’inglese, invece, puoi già leggere tutto il pacchetto, che trovi qui.

Leggere non basta: bisogna capire che si deve progettare e che la progettazione, quando abbiamo a che fare con progetti che riguardano le relazioni umane, è un oggetto fluido, che si modifica nel tempo e secondo i comportamenti dei membri.

Ne avevamo dato un primo assaggio nel numero 314 di Wolf, quando abbiamo messo insieme il primo foglio-sommario del materiale  e abbiamo presentato le tre parti in cui si deve suddividere la gestione della comunità: Identità, Esperienza, Struttura.

Oggi vorrei partire dal cuore della gestione di una comunità, perché lo spunto di Mafe è molto interessante.

L’Identità. Il motivo per stare insieme, il brand sotto il quale si sta insieme, i valori condivisi, gli obiettivi, l’identità dei membri.

Se l’identità non è sufficientemente forte e se i valori condivisi non sono sufficientemente chiari (pensa a quanto non funzioni, in politica, essere, per esempio, soltanto contro qualcuno. Citofonare anti-berlusconiani per farsi un’idea: non basta. Anche un brand forte rischia di dissolversi o di essere pura forma e nessuna sostanza.

Se gli obiettivi non sono chiari, sia quelli interni alla comunità stessa sia quelli esterni, il rischio è lo stesso.

Progettare l’identità significa chiedersi per quale motivo esiste o dovrebbe esistere una comunità. Quale può essere il suo impatto sul mondo esterno e sulle vite dei suoi membri.

  • Cosa spera di ottenere la comunità?
  • Come potrebbe cambiare il mondo, la comunità?
  • Come peggiorerebbe il mondo se questa comunità non esistesse o cessasse di esistere?
  • In che modo la comunità influenzerà le vite dei suoi membri?

Ho visto comunità fortissime quasi rinunciare ad avere un impatto sulla vita quotidiana delle persone al di fuori (ma spesso anche all’interno) della comunità stessa. Ho visto persone pensare che la gestione della comunità sia una cosa semplice, sottovalutarne la progettazione o ignorarla del tutto.

Anche i valori non sono da sottovalutare.

  • Come vogliamo che i membri si comportino fra di loro?
  • Come fanno i nostri valori a soddisfare lo scopo ultimo della comunità?
  • Qual è l’atmosfera della nostra comunità?
  • Quali stili di vita aspirazionali promuove?
  • Come registriamo e come comunichiamo i nostri valori, sia internamente sia esternamente?

Ecco cosa ci dobbiamo chiedere e che cosa dobbiamo ricordare quando parliamo di valori.

Quel che segue è la sezione specifica del Community Canvas che ho tradotto

Una comunità è un’opportunità unica per un gruppo di esseri umani di trattarsi l’un l’altro in modo speciale, forse addirittura in un modo migliore di quello che adotterebbero se la struttura della comunità non esistesse.
Ma affinché ciò accada, la comunità deve prima essere d’accordo su ciò in cui crede.
Un insieme condiviso di valori è incredibilmente potente. Rappresenta un modello di vita aspirazione, a cui tendere, per la comunità e fornisce una stella polare per tutte le azioni e le interazioni all’interno della comunità stessa. Infine, sapere che credono in valori simili aiuterà i membri a creare legami più profondi e duraturi.

Definizione dei valori: crediamo che ci sia un enorme vantaggio nel rendere espliciti i valori. Tuttavia, la definizione dei valori può essere complicata: solitamente non possono essere semplicemente imposti dall’alto e spesso non emergono naturalmente dalla comunità stessa. Le comunità di successo trovano un equilibrio tra la modellazione dei valori dall’alto e il co-sviluppo con la più ampia base possibile dei membri. Anche se questo processo di formulazione dei valori non è semplice e può essere doloroso – specialmente se co-sviluppato con un gruppo più ampio di persone – alla fine la comunità guadagnerà forza discutendo collettivamente su ciò che rappresenta e pianterà i semi per lo sviluppo di un’identità condivisa.

Incorporare i valori: Idealmente, i valori non sono solo parole che suonano bene, belle dichiarazioni, ma sono consapevolmente incorporati e resi fortemente visibili in tutta l’organizzazione. Per fare ciò, le comunità di successo hanno trovato il modo di declinare i valori in azioni, elementi, contenuti pratici e applicabili.
Ad esempio, abbiamo visto comunità chiedere ai potenziali membri di impegnarsi esplicitamente nella definizione loro valori (attraverso un’esperienza o un rituale condiviso). Proprio come le aziende chiedono ai nuovi clienti di sottoscrivere i loro termini e condizioni, allo stesso modo le comunità possono chiedere ai nuovi membri di sottoscrivere i loro valori.

Rendere tangibili i valori: alcune organizzazioni decidono di esplicitare i loro valori sotto forma di un manifesto. Altri li trasformano in “principi”, che non sono intangibili come i valori, ma non sono nemmeno obbligatori come le regole. Rappresentano un impegno aspirazionale fatto da tutti i membri della comunità per vivere secondo un certo stile di vita.

Esempi di questi codici di condotta possono essere trovati nei 10 Principles of Burning Man, nei 12 Principles of Alcoholics Anonymous, o nei 7 Unitarian Universalist Principles. Altre organizzazioni incorporano i loro valori nelle linee guida per le riunioni,, come ad esempio il Circle of Trust Touchstones del Center for Courage and Renewal.

Ecco. Un altro equivoco gravissimo è che questo tipo di progettazione potesse essere affidato a figure junior solo perché la declinazione più semplice e immediata che abbiamo oggi delle community è online.

Che significa scambiare gli strumenti per le soluzioni e credere che avrebbero lavorato al posto tuo.