Google si rompe?

Ieri mi sono messo a fare un giro su Google per cercare casi di studio di realtà italiane che abbiano avuto successo su Google. Il principale difetto della miglior guida sul mercato (*), infatti – se proprio vogliamo trovarle un difetto –  è che è completamente orientata al mercato US e in lingua anglofona, per quanto riguarda gli esempi pratici. Non solo: spesso le OTT propongono i casi di maggior successo localizzati, proprio per dare enfasi agli strumenti che mettono a disposizione.

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Cercando su Google «casi di successo Adwords Italia» succede una cosa veramente singolare. Primo: a parte qualcuno che compra, arditamente, due annunci (sarei davvero curioso di conoscere CTR e poi tasso di conversione di quei due annunci), ci sono tre risultati che provengono da Google.

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Il che è piuttosto strano, ma potrebbe essere una scelta consapevole di Big G per evitare che in quella SERP si affastellino risultati spazzatura dovuti a tentativi di scalare per quella keyword e offrire servizi. Ma le stranezze continuano.

Il primo risultato, che, a giudicare dalla URL, dovrebbe essere l’archivio dei casi, rimanda a un errore 404. Anche il terzo risultato, che è uno dei casi proposti, rimanda a un errore 404.

Ciò è in palese contrasto con l’interesse di Google a offrire risultati utili e fruibili nelle prime posizioni delle sue SERP. Difficilmente si trovano SERP con risultati 404 nelle prime posizioni, a meno che non si tratti di un errore temporaneo (ma sono già passate 24 ore dalla mia prima ricerca).

Il secondo risultato è ancora più interessante, se possibile. È una pagina del sito di Google AdWords, «rotta» (che potrebbe essere tranquillamente un altro 404).

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Però se non altro propone alcuni casi e promette altre testimonianze e PDF da scaricare. Per la precisione si parla di

  • Geosec
  • Professione Prestiti
  • SUN (Seconda Università di Napoli)
  • Preventivi Italia

Bene, ho trovato quel che cercavo. Peccato che tutti i link rimandino a pagine 404. Anche i link ai .pdf. Le pagine principali risultano inesistenti anche su archive.org. Allora ho provato a raffinare la ricerca.

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Ma anche in questo caso niente. Un bel 404, provando a scaricare il pdf. Però, guarda un po’. Nella SERP per scaricare il .pdf di Geosec spunta la copia cache. Ottimo. Si salva e si archivia e poi si legge. Geosec è questa azienda. Con un po’ di delusione – che però, forse, è un altro indizio – la pagina conferma quel che si leggeva già nella descrizione: le campagne di cui si parla sono del 2009 e del 2010.

C’è la copia cache anche del pdf di Professione prestiti. Anche qui, campagna del 2009 (e dati molto scarni). Di Preventivi Italia trovo copia cache di una pagina, che mi dà un’altra informazione (anche qui non si va oltre il 2011).

La copia cache è del 27 settembre 2016. Quindi sono almeno 24 giorni che Google propone pagine 404 sulle SERP che abbiamo visto. Decisamente non è una cosa temporanea e quelle SERP sono palesemente bloccate dal motore di ricerca.

A questo punto potrebbero venire in mente tante idee (fermo restando che i tre scarni casi di studio che sono riuscito a salvare vanno analizzati). Per esempio chiedersi: ma non è che Google Adwords non funziona bene in Italia?

Chiarisco: non penso sia così e penso che anche per quanto riguarda la SEM – come per la SEO – la risposta sia «dipende» (anche se resto convinto che un buon lavoro SEO strutturato sia sintomatico di un’ottima visione sul medio-lungo periodo e che la SEM possa intervenire a supporto).

Penso anche che campagne AdWords fatte bene siano perfette per vendite dirette o anche per conversione in termini di lead generation e contatti.

E poi so anche che in Italia, come altrove, Google Adwords è stato utilizzato per strategie aggressive e prive di alcun valore aggiunto (Perry Marshall nel suo libro spiega bene come questa bolla si sia gonfiata ed esplosa, con Google che, fondamentalmente, stava a guardare. Probabilmente anche per tirare al suo interno qun

Però, già che mi è venuta in mente la domanda, ho fatto la cosa più naturale possibile. L’ho chiesto a Google.

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E il risultato non è sorprendente. Anzi, è corerente con tutto quanto abbiamo visto fin qui.

Primo risultato: la homepage di Adwords. Secondo risultato: un sito che propone una sorta di guida a AdWords, seguito da un risultato analogo e da 4 errori di una campagna AdWords (pezzo da leggere su Il Tagliaerbe, utilissimo, anche se è del 2012). Nota che anche in questo caso la SERP non risponde affatto alla domanda che ho posto a Google! E quando poi ho scritto: «successo con AdWords», ci risiamo.

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Annunci, poi una pagina che non avevamo ancora trovato: la guida ufficiale di Google che ti spiega come avere successo su Adwords. La sensazione, insomma, è che Google faccia un po’ quello che gli pare su SERP che lo riguardano e che, in questo caso, abbia scelto di non consentire di scalare la SERP per risultati pertinenti. Anche i casi di studio all’estero – dove perlomeno la pagina anglofona non è rotta – sono molto datati. È chiaro che questo si potrebbe anche spiegare con la reticenza da parte delle aziende a raccontarsi. Ma è anche sintomatico di un’area opaca, all’interno della quale si potrebbero fare molte cose interessanti.

Per esempio: hai voglia, tempo, energie e possibilità per darmi una mano a raccogliere dati su campagne AdWords di successo recenti, con lo scopo di creare una pagina informativa? Nel caso, sai come contattarmi.

(*) Al solito, il link rimanda al programma di affiliazione UE di Amazon, quindi se clicchi e compri, una piccola percentuale della transazione va a questo sito. A te, invece, non cambia nulla.