Google Adsense e WordPress: un amore finito?

Il 2 marzo 2017 a tutti i publisher che utilizzano il plugin ufficiale di WordPress per gli annunci pubblicitari di Google è stata inviata una mail molto chiara.

___STEADY_PAYWALL___

Schermata 2017-03-21 alle 14.51.18

Quindi, tanto per cominciare sappiamo che se non abbiamo alcuna esigenza di modifica, gli annunci continueranno ad essere mostrati. Il che è come minimo una notizia.

D’altra parte, però, sarà bene trovare una soluzione al più presto, perché non potrà durare.

A giudicare dalla letteratura che è già stata proposta sul web, è altamente sconsigliabile rivolgersi ad altri plugin. Bisogna imparare a fare come suggerisce Google.

Il mio consiglio è di leggere questa piccola guida e poi di fare esperimenti in ambienti dove assenze di banner non causeranno gravi perdite. Io ci sto lavorando, per cominciare, sul mio sito personale, www.albertopuliafito.it, dove posso permettermi di fare dei test non avendo alcun tipo di obiettivo di monetizzazione legato a banner pubblicitari.

Metodo

Prima di cominciare i test ho letto attentamente la mail di Google. So che sembra una cosa banale da dire. Ma è sempre più raro trovare persone che leggono tutto. In particolare i manuali.

Dopo aver letto la mail di Google – il testo è riportato anche nella sezione degli annunci – mi sono fatto un bel giro online, alla ricerca di letteratura a tema, e ho trovato questo pezzo su WP Tavern dove si conferma che il cambiamento voluto da Google

«riguarda dozzine di altri plugin, visto che Google sta cambiando la propria politica di annunci pubblicitari e non sosterrà altri plugin di WordPress per questi propositi».

Se questo non bastasse, c’è anche la sezione di supporto ufficiale di Google in cui, fra le altre cose, si spiega chiaramente che

«Il Plug-in AdSense per WordPress è l’unico plug-in AdSense ufficiale. Google non avvalla né supporta altri plug-in WordPress».

Una precisazione è doverosa. In molti sostengono che non ci si deve affidare a questo tipo di comunicazioni. Parlandone sul mio profilo Facebook, un collega mi ha fatto notare che esistono molti plugin solidi con cui utilizzare Adsense e che nessuno fra i «fatti di WordPress» (esistono un sacco di gruppi con queste diciture su Facebook) ha mai pensato di usare il plugin ufficiale di Google per gestire AdSense. La mia risposta a questo tipo di obiezioni è molto semplice. Sì, è vero, ci sono altri modi per gestire gli AdSense. Ma se Google annuncia una modifica a partire da maggio 2017 è meglio essere preparati a gestire un cambiamento, casomai anche gli altri plugin dovessero smettere di essere solidi. Per pura precauzione.

D’altra parte, in altri gruppi di conversazione analoghi si pratica abitualmente lo scambio link. Quindi, diciamo così, preferisco avere un approccio razionale a questo tipo di situazioni. E la razionalità mi dice che tutto quel che funzionava prima potrebbe non funzionare dopo e quindi voglio imparare come suggerisce di fare Google.

Primo: backup

Siccome quando si maneggia un sito va sempre consigliato, lo consiglia Google e lo consiglio anch’io. Fatti il backup, che non si sa mai. Come si fa il backup te lo spiega direttamente WordPress (ok. Io non ho fatto il backup, perché mi piace vivere pericolosamente e perché il mio server lo fa una volta a settimana. Ma è bene sapere che è una cosa da fare).

Schermata 2017-03-21 alle 16.56.17

Secondo: disattivare il plugin

La seconda cosa da fare è disattivare il plugin Google Adsense. Non ti preoccupare. Se sbagli qualcosa e lo riattivi, torna a funzionare tutto come prima (ovviamente ho provato, perché non tutto è andato bene al primo tentativo).

A questo punto, Google dà due suggerimenti.

Partiamo da quello che può sembrare per smanettoni ma che, se introiettato, dovrebbe darti la sensazione di avere massimo controllo di quel che stai per fare. Ovvero, la creazione di unità pubblicitarie che piazzi dove vuoi all’interno delle tue pagine.

Per farlo devi entrare nel tuo account AdSense.

Schermata 2017-03-21 alle 21.32.38

Clicca su Contenuti –> unità pubblicitarie –> Nuova unità pubblicitaria.

Google ti consente di creare due tipologie di annunci. Pubblicitari veri e propri e corrispondenti (cioè, ti permette di creare una sorta di correlazione all’interno delle tue pagine. Non costa, ma è utilizzabile solo per siti da un certo traffico in su. Per esempio, sul mio personale non è abilitato).

Schermata 2017-03-21 alle 21.34.17

Seleziono allora Annunci di testo e display ed entro nel pannello in cui posso decidere che tipo di annuncio utilizzare.

La faccio semplice e quindi scelgo, da qui in avanti, tutte le tipologie pre-definite di annunci, per arrivare al risultato più rapidamente possibile. Anche perché se vuoi imparare a fare tutti i tipi di annunci di AdSense, ti consiglio di iniziare a usarli. E ti consiglio anche un caro vecchio detto dell’internet: RTFM. Read The Fucking Manual (Sarà una nuova rubrica di Wolf. Il titolo della rubrica è interamente da ascriversi alla conoscenza enciclopedico-citazionista del web che ci offre Mafe).

Schermata 2017-03-21 alle 21.39.18

Scelgo la dimensione automatica, gli annunci di testo e display di dimensione automatica e adattabile (voglio proprio faticare poco. Vuol dire che si adatta alle porzioni di spazio a disposizione e vuol dire che si adatta anche ai dispositivi che utilizzano i nostri lettori).

Google AdSense genera un codice.

Schermata 2017-03-21 alle 21.41.02

Copio-incollo il codice. Vado sul mio sito, nel backend di WordPress.

Entro in Aspetto–> Widget.  A questo punto ho l’elenco di tutti i Widget che posso utilizzare.

Schermata 2017-03-21 alle 21.42.40

Scelgo Testo. Lo trascino nella colonna relativa alla barra laterale (il tema sul mio sito è semplicissimo e ha una sola colonna a destra).

Gli do un titolo pertinente (potrei anche non metterlo) e incollo all’interno del testo il codice che mi ero copiato in precedenza.

Schermata 2017-03-21 alle 21.44.13

A questo punto salvo e ho finito il giochino.

Non mi resta che andare sul mio sito nel frontend e vedere cosa succede. Quel che visualizzo nel posto che ho scelto per l’annuncio pubblicitario è uno spazio  verticale blu. È normale: Google ci mette un po’ a erogare banner (e succede perché nello spazio apposito al momento della creazione dell’annuncio era selezionata l’opzione «Riempi lo spazio con un colore a tinta unita» alla voce Annunci di backup, cioè quelli che Google AdSense propone se non ne ha a disposizione.

Schermata 2017-03-21 alle 21.46.54

Dopo un’ora circa arriva il primo annuncio.

Schermata 2017-03-21 alle 17.20.14Schermata 2017-03-21 alle 18.25.04

Ok, non è esattamente pubblicità contestuale, ma abbiamo ottenuto quel che volevamo in maniera semplice e non ci siamo messi a personalizzare la tipologia di annunci. Chiaramente, con questo metodo, puoi pubblicare gli annunci in tutte le posizioni che vuoi (quelle consentite dalle policy di Google, da tenere sempre presenti anche in tema di affollamento pubblicitario sulla pagina).

Le Norme per il posizionamento degli annunci sono un’altra lettura da RTFM, onde evitare brutte sorprese. Di certo, poi, ci sarà qualcuno che le viola o prova ad aggirarle. Fatti suoi.

Quick Start

Cosa possiamo fare, invece, con l’altra tipologia di operazione suggerita da Google, questo QuickStart?

Schermata 2017-03-21 alle 23.42.10

Anche troppo semplice.

Accedi all’account AdSense, clicca su Annunci a livello di pagina. C’è come prima opzione Annunci QuickStart.

Schermata 2017-03-21 alle 23.44.49

A destra c’è un interruttore. Lo abiliti. Fine dei giochi. A questo punto Google AdSense pubblicherà automaticamente, tramite QuickStart, gli annunci di Google nelle posizioni che riterrà migliori.

Naturalmente ciò funziona se hai inserito il codice di attivazione di AdSense nel tuo sito.

Schermata 2017-03-21 alle 23.47.57

Puoi seguire la guida di Google per farlo.