Fix: cosa vendono i centri media?

Spero di non urtare la sensibilità di nessuno dicendo che usare i centri media come scusa per fare cattivo giornalismo assomiglia sempre di più a rispondere «e allora le foibe?».

___STEADY_PAYWALL___

È vero, i centri media sono affamati di volumi e meno di valori. È vero, i centri media neanche ti guardano se non hai numeri giganti e in crescita. È anche vero, però, che i centri media, come tutti, hanno clienti che chiedono conto delle loro scelte. Chiedono conto letteralmente e lo fanno in modo sempre più competente.

Un cliente, per esempio, può chiederti: «perché dovrei pagare 22 euro un clic di un lettore di quotidiano se posso pagare 0,22 euro un clic di quel lettore su Facebook?». Oppure «cosa me ne faccio di 4.000 clic su un video di gattyni che si sono fermati sul prospetto informativo di un fondo d’investimento esattamente 0,4 secondi?». Oppure «ho speso 4.000 euro per dei lead, ma nessuno di chi ha cliccato si è registrato al sito, che era la conversione desiderata». E anche «nel mio settore di riferimento il CPA è a 10 euro, sono disposto ad arrivare a 12 euro ma per delle audience ben profilate».*

I clienti, in breve, sono diventanti più competenti. Due anni fa un cliente competente era come un playboy che ti chiamava davvero la mattina dopo, oggi un cliente competente è una sorpresa che non ti aspetti, ma a cui cominci ad abituarti, domani i clienti saranno tutti competenti, altrimenti li licenziano. E i centri media, che amano molto dare conto delle loro scelte ai loro clienti, chiederanno conto a te – a te editore, a te giornalista, a te content manager – delle tue scelte. Ti chiederanno volumi E valori, continueranno ad avere fame di audience orizzontali e generaliste, ma anche di audience verticali e specializzate. Il centro media che vende contatti già oggi si sente chiedere risultati. Quando chiederà la stessa cosa a te e non saprai cosa rispondere non dire che non te l’aveva detto nessuno.

*sono tutte domande vere, solo leggermente modificate