Cos’è successo nel frattempo

Vivere di newsletter

A Ferrara, al Festival di Internazionale, ho tenuto un workshop dal titolo «Vivere di newsletter». È sfociato anche in un gruppo di lavoro che, probabilmente, continuerà a mantenere i contatti per un po’. I feedback al momento sono tutti positivi tranne uno – che è l’unico su cui è importante concentrarsi: chiedeva più rigore accademico. Anche le critiche sono importanti. E in effetti cercare di sporcarsi le mani e di ripescare dalla fanghiglia quei concetti che possano servire per lavorare, vivere, sopravvivere, rischia di non essere incanalabile nel rigore accademico. Ma bisogna sforzarsi.

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Il terzo giorno del workshop, insieme ad Andrea Coccia, abbiamo deciso di lanciare live una nuova newsletter a pagamento, alla quale giravamo intorno da un po’. Si chiama Crusoe, è dedicata al mondo dell’economia e qui c’è il crowdfunding.

Crusoe nasce da un blog molto bello in cui si parla, appunto, di economia. Si tratta di The Walking Debt. Ed è molto bello quello che scrive l’autore del blog, un economista, spiegando la sua sfida con Crusoe:

«L’esperimento serve a dimostrare se è vero che in una società evoluta esista la possibilità, per chiunque abbia volontà, talento e capacità di lavoro, di trasformare la propria passione in un lavoro retribuito. E quindi vivere di questa passione. Questo è esattamente quello che ci proponiamo di fare. Ce lo ripetono da secoli. Vediamo se è vero. Ma ricordatevelo: dipende da ognuno di voi».

SEO e cultura

Durante il primo corso SEO di Wolf abbiamo definito la SEO come una questione culturale e non solo tecnica per ottimizzare i contenuti e organizzare l’informazione.

La storia della British Library che ha raccontato Virginia Fiume è emblematica in tal senso ed è tutta da leggere e da scoprire. Virginia scrive:

«Una biblioteca è probabilmente uno dei luoghi più ricchi di contenuti al mondo. Immaginiamo che un’istituzione bibliotecaria voglia lavorare su una propria strategia di content marketing. Credo che più che domandarsi “quali contenuti posso creare per farmi trovare?” dovrebbe piuttosto domandarsi:”quali sono i motivi per cui le persone potrebbero essere interessate a visitarmi o a usufruire dei miei servizi?”. La risposta a quel punto sarebbe “per i contenuti che offro e di cui mi prendo cura”».

Già. I contenuti.

Who are the Champions?

Riccardo Luna si è dimesso e io non so trovare un modo per individuare il reale ritorno del suo lavoro (se fra voi abbonati c’è qualcuno che ha gli strumenti e la voglia di farlo, be’, è il momento di fare una proposta). Francamente non mi sembra che il livello di alfabetizzazione digitale sia aumentato, per esempio.

Dopo di lui, si apre l’era Piacentini. Salutato da un’intervista da tecnoentusiasta su Repubblica e pronto a due anni regalati all’Italia. Qui, lo ammetto, sono – o rischio di essere – vittima di pregiudizi autoconfermativi: ho scritto due libri sui problemi del volontariato. Persino del volontariato dal basso, come in Protezione civile e in Croce rossa. Sono due libri non distruttivi, che proporrebbero, in realtà, un modello di aiuto nei confronti di chi ha bisogno che sia sussidiario e non sostitutivo.

Il modello-Piacentini si pone già come sostitutivo, visto che lui, forte della sua esperienza in Amazon, molla tutto per venire a far del bene. Pro bono. Non farò un processo alle intenzioni, sia chiaro. L’approccio che Wolf intende avere nei confronti del Team digitale è laico e il monitoraggio del lavoro svolto nei prossimi due anni diventerà per forza di cose parte integrante del nostro piano editoriale.

Segnalerò – probabilmente le avrete viste, ma è bene segnalarle comunque – le posizioni di lavoro aperte nel Team per la trasformazione digitale e il decalogo-manifesto, che analizzeremo nei prossimi giorni.