Cos’è successo nel frattempo

Slack trolla Microsoft

Il colosso è entrato nel mondo delle piattaforme per il lavoro collaborativo con Microsoft Teams. Da Slack l’hanno presa così. Hanno pubblicato su Medium un post di benvenuto (con tanti avvertimenti su come si deve fare questo lavoro) e per essere sicuri che il messaggio arrivasse forte e chiaro l’hanno scritto anche sul New York Times, comprando un’intera pagina del giornale. E facendo così una promozione inattesa e inaspettata a Microsoft Teams.

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Detto questo, li hanno trollati bene, perché il pezzo è molto interessante. In passato, annunci simili non sono proprio stati lungimiranti. Apple dava così il benvenuto a IBM nel mondo dei personal computer.

E RDIO dava così il benvenuto ad Apple nel mondo della musica digitale.

Inutile commentare com’è andata, giusto? Però qui le cose stanno molto diversamente. Anche se per tanti commentatori Slack non ha fatto bene, il punto è che a Slack hanno un vantaggio competitivo enorme: sono una piattaforma aperta, molto usata nella Silicon Valley. Certo, Microsoft può puntare sul fatto che il suo servizio si integrerà con i pacchetti office e magari un’azienda che deve decidere se usare Slack nella versione a pagamento o Microsoft Teams, punterà su quest’ultimo. Ma non bastano le funzionalità e i servizi: bisogna pensare alle persone. E Slack lo fa. Quindi, non credo che verrà distrutto da Microsoft.

Cosa succederà a Glocal

A Glocal succederanno un sacco di cose. Il team che vi porta Wolf nella casella di posta tre giorni a settimana e che anima il nostro gruppo di conversazione sarà presente in quattro incontri. Come ti racconto la notizia? – Nuovi modelli di business per il giornalismo del futuro – La sfida dello Slow journalism – Giornalismo SEO

Otto cose

Otto cose sul giornalismo e il 2016. Spunti di riflessione, dall’imprenditorialità alle metriche.

Google News Lab

Tante risorse in più online. Tutte Google-centriche, ma molto utili.

Fame di feedback

Come Facebook, come Google (hai presente quel link grigino piccolo con su scritto feedback che si trova sotto a qualsiasi box di knowledge graph?), anche Medium ha bisogno di sapere da te se sei soddisfatto di quel che ti propone il suo algoritmo.

È per migliorare la tua esperienza. Oppure, se vuoi metterla in altri termini più disfattisti, ogni volta che gli lasci un feedback lavori gratis per loro. Non è una boutade: un conto è lasciare opinioni a realtà piccole. Un conto è farlo a compagnie enterprise. C’è una grossa differenza. Grossa quanto le dimensioni della società che ti sta chiedendo una mano.

Discovery Oligopoly: l’oligopolio della scoperta

Cos’è. E come agire con la DeedS. Un pezzo free su Wolf.